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Posto all'estremo sud della penisola
salentina,
Castrignano del Capo offre al turista la possibilità di trascorrere una vacanza tra le luci e i colori di una terra ricca di storia e di un mare incontaminato.
Tra le frazioni di Castrignano del Capo, Giuliano un paese ora di circa settecento abitanti è certamente quella che, da un punto di vista strettamente storico, ha più rilevanza. |
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| Deve, infatti, le
sue antiche origini alla distruzione del vicino centro
messapico di Vereto, avvenuto ad opera dei turchi, intorno
all'anno 1000. Tra i monumenti degni di nota, si ricorda oltre la chiesa di San Pietro, il
Castello Feudale, la bellissima Chiesa di San Giovanni Crisostomo (XVI secolo), e un Menhir, residuo degli insediamenti megalitici dell'età neolitica, alcune cripte
basiliane. |
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Attigua a Castrignano del Capo, verso est, è la frazione di
Salignano, centro rilevante nel Medioevo, in cui si può ammirare la bellissima
Torre costruita nel 1550 da Carlo V, ora adibita ad attività culturali. |
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| A pochi chilometri, dove sorgono le nostre strutture ricettive,
"Leuca", ultimo lembo d'Italia in cui il mare Adriatico si confonde con lo Ionio, ci appare come un promontorio frastagliato e roccioso, intervallato da splendide grotte naturali ed insenature sabbiose, sul quale svetta il Santuario di Santa Maria di Leuca, meglio noto come "Finibus Terrae", ed il faro navale, alto ben 47 mt., posto accanto, il secondo più alto di Italia. |
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Nel corso degli ultimi decenni, Santa Maria di Leuca è diventato un
importantissimo centro turistico: sono stati costruiti il porto, alberghi, ristoranti, villaggi turistici, senza fare violenza al territorio e allo splendido paesaggio naturale, a tutto vantaggio del turista che volesse decidere di trascorrere qui le sue vacanze. La sua naturale posizione geografica, pittoricamente incastonata tra sfumature di ulivi, terra, grotte, e un mare incredibilmente cristallino ne fanno una meta obbligata per chi vuole trascorrere una vacanza all'insegna del relax. |
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| Numerose sono le grotte marine che si incontrano lungo la costa adriatica e ionica a ridosso del Capo di Santa Maria di Leuca, affascinanti sia per le remote storie che conservano che per le forme e i colori che presentano al loro interno. Per chi, invece, agli impervi declivi delle rocce preferisce l'orizzonte piatto delle distese di sabbia a margine del tappeto multicolore della macchia mediterranea, è sufficiente che percorra pochi chilometri per godere delle bianche spiagge della costa ionica, vere oasi di pace e tranquillità. |
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Marina semplice ma bella, agli inizi
del '900 solo borgo di pescatori e meta di pochissimi nobili del Salento che la edificarono con le meravigliose
ville che si affacciano sul mare. Oggi è una vera meta turistica sia per chi ama la natura vera, il mare, la tranquillità, la cucina salentina, l'olio di oliva, il vino corposo, il pesce di scoglio, sia per chi approda dal mare con la baia ben riparata o nel porto, rifugio e sicuro approdo anche d'inverno quando il mare spumeggiante frastaglia la costa.
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Sulla litoranea adriatica, a pochi chilometri da Castrignano del Capo, nel comune di Gagliano del Capo, si incontra il canale del
Ciolo: sul bancone roccioso, aggettante sullo strapiombo che si affaccia sulla pittoresca insenatura, l'enorme massa d'acqua marina assume aspetti incredibilmente azzurri.
Il canale del Ciolo è una delle più lunghe, profonde e spettacolari gravine della nostra provincia, un autentico
canyon, percorso da tumultuoso torrente dagli spettacolari salti dopo precipitazioni a carattere temporalesco. |
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Partendo dall'abitato di Gagliano del Capo, percorre i 3 Km che lo separano dal mare incassandosi progressivamente nel banco dei calcari fino alla impressionante falesia che con il ponte costituisce uno degli scorci più classici dell'iconografia
salentina.
L'intero complesso della gola e della gradinata in pietra che la percorre tutta, della falesia e del gradone coperto rigogliosa vegetazione
peculiare, dalla pajare e delle opere in muratura a secco che scandiscono
il ciglio del pianoro, che seguono la ripida viabilità |
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| di accesso ai fondi, che chiudono l'ingresso di alcune grotte, usate come ricovero per gli armenti dai tempi di Omero e fino a pochi anni addietro, lo stesso pianoro che degrada dolcemente fino ad affacciarsi a strapiombo da oltre 70 metri sul Canale di Otranto, un balcone che guarda i Balcani ed alle Isole
Ionie, tutto ciò costituisce un unicum di eccezionale valore ambientale nel senso più ampio, da tutelare con tenacia e da fruire con la massima cura e gran rispetto. |
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